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Joe Tilson

The Stones of Venice

VV8artecontemporanea è lieta di ospitare nel suo spazio espositivo di Reggio Emilia (via dell’Aquila 6c/6d), le opere dell’artista inglese Joe Tilson, autore di punta della Pop Art Inglese, in una personale dal titolo “The Stones of Venice”. Presentata in concomitanza della 58a Biennale di Venezia per omaggiare il maestro e il suo continuo rapporto con la città lagunare, la mostra è costituita da una quindicina di incisioni su carta, la cartella in legno denominata “Le Nove Muse” e una serie di multipli in legno. L’esposizione è corredata di catalogo.

Vernissage

Esposizione

al

VV8artecontemporanea

Via dell’Aquila, 6/c - Reggio Emilia

VV8artecontemporanea è lieta di ospitare nel suo spazio espositivo di Reggio Emilia (via dell’Aquila 6c/6d), le opere dell’artista inglese Joe Tilson, autore di punta della Pop Art Inglese, in una personale dal titolo “The Stones of Venice”. Presentata in concomitanza della 58a Biennale di Venezia per omaggiare il maestro e il suo continuo rapporto con la città lagunare, la mostra è costituita da una quindicina di incisioni su carta, la cartella in legno denominata “Le Nove Muse” e una serie di multipli in legno. L’esposizione è corredata di catalogo. Le opere grafiche presentate fanno parte di un ciclo di incisioni realizzate dall’artista a partire dal 2011, The Stones of Venice, dedicate proprio a Venezia, città che Tilson visitò per la prima volta nel 1949 ed in cui successivamente si stabilirà e lavorerà per gran parte dell’anno instaurando con essa un rapporto speciale.

 

Le incisioni su carta esposte, presenti in tre diversi formati, sono un vero e proprio tuffo nell’architettura veneziana. In ogni immagine, Tilson riprende una figurazione che richiama il mosaico, fitta di una simbologia legata alla realtà mediterranea, combinandola con la presenza stessa di elementi tipicamente veneziani: dalla pavimentazione caratteristica delle dimore locali, presente sia nelle opere più grandi che nei dittici come “The Stones of Venice and Goldfinch Dyptich” (2012), ai dettagli di facciate di edifici, come quelli delle chiese di San Trovaso o San Francesco della Vigna, a sculture, vetrate, archi, campanili, campane, come in “The Stones of Venice, la Campana di San Marco” (2018), il tutto giocato attraverso vivaci accostamenti cromatici tipici della produzione dell’artista. Queste opere grafiche sono realizzate grazie a tre passaggi tecnici: partendo dalla serigrafia, l’artista ridefinisce e accentua la profondità attraverso la tecnica del carborundum, per poi dare un ultimo ritocco manuale. La tiratura limitata è dovuta proprio a quest’ultimo passaggio a mano, che fa sì che ogni grafica possa essere considerata “unica”.

 

La cartella in legno “Le Nove Muse” (2005) racchiude una serie di acquetinte raffiguranti le nove muse della mitologia greca, rappresentanti dell’ideale supremo dell’arte e ispiratrici di poesia, tragedia, danza, commedia. Infine, i multipli, piccoli oggetti in legno somiglianti a giocattoli di altri tempi, sono creati attraverso incisioni e marchiatura a fuoco. “EARTHEARTH” del 1988, rappresenta un esagono in cui l’artista gioca con la parola terra (earth), tramutandola poi in cuore (heart) e in arte (art); altro gioco di parole “Look”, legno dipinto del 2002, ci mostra un occhio che guarda attraverso la lente di occhiali alla moda; “Kore” (2011) ci sembra la sagoma di una testa che racchiude quindici melograni, forse simbolo del legame dell’artista con la Sicilia.

L’esposizione sarà visitabile fino al 15 settembre 2019, da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento. Per informazioni: tel. 0522 432103.

“A nove anni ho cominciato a conoscere l’Italia.” Fu un libro su Giotto e la pittura italiana ad innescare in Joe Tilson, artista londinese nato nel 1928, la curiosità per questo paese e, più in generale, l’interesse verso la pittura e l’arte. Obbligato dal padre, fortemente avverso ad ogni genere di pratica artistica, a studiare per imparare un mestiere, Tilson divenne falegname. Solo più tardi riuscì ad appagare la sua fame d’arte iscrivendosi e frequentando la St. Martin’s School of Art e il Royal College of Art, dove conobbe e divenne amico dei pittori inglesi Frank Auerbach, Leon Kossof, Peter Blake, e altri ritenuti oggi pionieri della pop art britannica.

Considerato artista pop, il suo approcciarsi all’arte popolare si differenzia da quello dei coetanei che negli anni ’60 operavano in Inghilterra, sia per l’utilizzo di tecniche analogiche, sia per la natura degli elementi rappresentati. Tratto distintivo del suo modo di fare arte all’interno del contesto contemporaneo, è un atteggiamento creativo volto alla riproposizione di immagini estrapolate dalla figurazione tradizionale, espresse con metodi non convenzionali per i tempi moderni, attraverso tecniche antiche come l’acquaforte, l’acquatinta e l’intaglio del legno. Seppur non rinnegando la pop art, se ne distacca sviluppando un proprio linguaggio legato alle sue personali esperienze e sollecitazioni culturali, senza mai rinunciare all’aspetto colorato e giocoso che ha da sempre reso le sue opere godibili e cariche di energia e forza creativa.

Joe Tilson ha esposto presso prestigiose gallerie d’arte ed importanti istituzioni internazionali. Tra le mostre più significative ricordiamo la prima personale alla Marlborough Gallery (Londra) nel 1962, galleria che, insieme alla Alan Cristea Gallery, rappresenta l’artista, e che ha recentemente presentato, proprio quest’anno, una mostra col ciclo di opere dedicate a Venezia. Nel 1964 partecipa alla Biennale di Venezia, protagonista del padiglione Gran Bretagna. Importanti anche le mostre antologiche al Boymans-van-Beuningen Museum di Rotterdam nel 1973, mostra che fu poi presentata in parte a Parma nel 1974 al salone delle Scuderie della Pilotta; l’esposizione alla Arnolfini Gallery di Bristol nel 1983 e la mostra alla Sackler Wing della Royal Accademy of Arts di Londra nel 2002. Espone anche a Siena nel Palazzo Pubblico - Magazzini del Sale, e nel 1996 il Comune gli affida la realizzazione del Palio.

Dal 1965, e per diversi anni, ha preso parte alla Biennale della Grafica di Lubiana dove, nel 1985, è stato insignito del Gran Premio d’Onore. Tra gli altri premi ricevuti: il Grand Prix alla Biennale Internazionale della Grafica di Cracovia nel 1974 e il Primo Premio alla Print Biennal di Bradford nel 1984. Tra mostre antologiche di opere grafiche ricordiamo quelle alla Tate Gallery di Londra nel 1978, alla Vancouver Art Gallery nel 1979 e recentemente anche in Italia, ospite a Udine a Villa Manin con una retrospettiva nel 2014. Nel 1985 è stato eletto membro della Royal Accademy of Arts di Londra, e nel 2001 membro dell’Accademia di San Luca a Roma.

Anche quest’anno, ancora una volta l’artista è presente a Venezia sia come partecipante alla 58a Biennale, con l’installazione site-specific The Flags presentata da Swatch nel suo padiglione all’interno dei giardini, sia grazie al suo contribuito al restauro dell'hotel Ausonia Hungaria (Lido di Venezia) con la realizzazione di tremila formelle artistiche di vetro di Murano che ne coprono la facciata. Si tratta della più grande opera mai realizzata in vetro di Murano.

SCHEDA TECNICA:

JOE TILSON, "The Stones of Venice"

Inaugurazione: sabato 15 giugno, ore 18.00

Periodo: 16 giugno – 15 settembre 2019

Orari: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento

Ingresso libero

 

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