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Luciano Lattanzi

Oltre la pittura

VV8artecontemporanea ha il piacere di ospitare all’interno del suo spazio espositivo di Reggio Emilia (via dell’Aquila 6c/6d), “Oltre la pittura“: opere di Luciano Lattanzi. L’esposizione si sviluppa in perfetta armonia con la mostra What a Wonderful World che si svolge tra la sede di fondazione Palazzo Magnani e i chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. Dedicata alla storia dell’ornamento, questa mostra si pone come un viaggio nell’arte della decorazione, concentrandosi con particolare attenzione proprio al periodo del ‘900, anni che inquadrano perfettamente il lavoro di Lattanzi.

Vernissage

Esposizione

al

VV8artecontemporanea

Via dell’Aquila, 6/c - Reggio Emilia

­VV8artecontemporanea ha il piacere di ospitare all’interno del suo spazio espositivo di Reggio Emilia (via dell’Aquila 6c/6d), “Oltre la pittura“: opere di Luciano Lattanzi. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Galleria Elleni di Bergamo, inaugurerà sabato 18 gennaio alle ore 18.00, e si sviluppa in perfetta armonia con la mostra "What a Wonderful World" che si svolge tra la sede di fondazione Palazzo Magnani e i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. Dedicata alla storia   dell’ornamento, questa mostra si pone come un viaggio nell’arte della decorazione, concentrandosi con particolare attenzione proprio al periodo del ‘900, anni che inquadrano perfettamente il lavoro di Lattanzi.


All’interno dello spazio espositivo, il primo ciclo di opere proposte appartiene alla seconda metà degli anni ’50 e ai primi anni ’60, e sono definite dallo stesso artista opere semantiche. Tali dipinti sono caratterizzati da un’idea di fondo quasi futurista, una miscela di segni schematici che si pongono come traduzione in pittura di concetti astratti.

Le tele proposte dimostrano come l’arte di Lattanzi si ispiri inizialmente all’espressionismo astratto americano, caratterizzato da elementi come la costante fluidità della linea libera e la presenza di segni semplici, quasi primordiali. L’artista, unendo le stesse caratteristiche, è riuscito a dar vita a una pittura piacevole allo sguardo, dove le varie parti si mescolano in una sorta di danza artistica che ha come protagonista la perenne ricerca di un ordine.

Osservando le tele dalla sua “esperienza semantica”, giungiamo in maniera quasi spontanea al secondo ciclo di opere proposte, appartenenti agli anni tra il ’65 e l’85 e definite da Lattanzi ornamentali.

Con un’impronta più decorativa, questo secondo ciclo mostra come segni e forme si avvicinino a una geometria più complessa, adagiandosi e trovando una loro posizione anche se mai totalmente statica.

 

Perdendoci ad osservare le opere di Luciano Lattanzi, salta all’occhio il suo tentativo di far passare il gesto della mano come un gesto libero e inconsapevole, ma che in realtà cela una perfetta sinfonia geometrica studiata accuratamente.

L’arte di Lattanzi si pone quindi come un viaggio all’interno della pittura, un labirinto dal quale risulta difficile uscire, una perfetta fusione tra fantasia e rigore. Tutto ciò gli ha permesso di dar vita a un flusso libero ispirato all’interiorità, una sorta di alfabeto di gesti e simboli che prendono vita tramite la compenetrazione e la sovrapposizione di piani, forme e toni, dimostrando ancora una volta che in ogni sua opera si nasconde una sapienza pittorica innata.

L’esposizione sarà visitabile fino al 29 febbraio 2020, da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento. Per informazioni: tel. 0522 432103, www.vv8artecontemporanea.com.


Luciano Lattanzi nasce a Carrara nel 1925. Nel 1947 si laurea in lingua e letteratura inglese presso l’istituto orientale di Napoli. Dopo un intenso periodo di creatività poetica e narrativa, nel 1957 pubblica a Londra il Manifesto della Pittura Semantica, ed espone presso la New Vision Gallery, Lattanzi infatti è da considerarsi l’ideatore della pittura semantica che si distingue dall’espressionismo astratto di Pollock e da altri artisti dello stesso periodo. Le sue conoscenze musicali gli permettono di creare un dialogo fra il rigore della ragione e la libertà istintiva del gesto.

Nel 1959, a Minneapolis viene a conoscenza degli studi di Californiana Rhoda Kellogg, studiosa Californiana che si era dedica per anni agli scarabocchi e ai disegni dei bambini di tutto il mondo. Le osservazioni e le conclusioni di quest’ultima, influenzeranno il suo modo di fare pittura.

Nel 1964 è invitato alla XXXII Biennale di Venezia.

Tra il 1965 e il 1968 lo stile di Lattanzi evolve gradualmente verso una pittura ornamentale con la quale tenta di esplorare l’utilizzo della linea fine a sé stessa, seguirà un periodo in cui la critica tenderà a ignorare il lavoro di Lattanzi, isolandolo. L’artista si trasferisce a Milano dove consolida il suo rapporto con il chirurgo Ugo Ruberti che scriverà di lui nei testi “La pittura d’ornamento di Luciano Lattanzi 1968-1985” e “Il Post-Informale in Europa”.

Dal 1985 sposa le teorie schematiche di Robert Estivals convinto che si possa rendere visibilmente riconoscibile il concetto astratto, dando inizio così alla sua terza età pittorica.

Nel 2007 il Museo Internazionale delle Arti Applicate di Torino (oggi MIAAO), gli dedica una mostra Disegni “ornamentali” di penna e sfera.

Le sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche e private, compresa una alla Tate Britain Gallery di Londra.

Muore nella sua città natale il 7 agosto 2010.


SCHEDA TECNICA:

Luciano Lattanzi, “Oltre la pittura”

In collaborazione con Galleria Elleni di Bergamo

Comunicato stampa: Alessandra Pria

Inaugurazione: sabato 18 gennaio, ore 18.00

Periodo: 19 gennaio – 29 febbraio

Orari: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.30, oppure su appuntamento

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