Esposizioni

VV8artecontemporanea

sabato 5 giugno 2021

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RODOLFO ARICO'

Pittura come procedimento attivo

VV8artecontemporanea presenta “Rodolfo Aricò, pittura come procedimento attivo”, una retrospettiva sugli anni Novanta dell’artista milanese. L’esposizione, aperta da sabato 5 giugno 2021, continua la proposta della galleria sulla produzione degli artisti italiani ed internazionali del secondo Novecento, dopo le mostre dedicate a Piero Dorazio, Arturo Bonfanti, Anton Zoran Music e Gèrard Schneider.

Vernissage

sabato 5 giugno 2021

08:00

Esposizione

4 giu 2021

al

3 set 2021

VV8artecontemporanea

via dell'Aquila 6c/6d, Reggio Emilia

Catalogo
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Video
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Aricò mette in atto un imbrunire cromatico, che descrive la dicotomica risultanza di modulazioni in cui al di sopra di una apparente quiete d’angelo si accatasta una forza prorompente che lascia intravedere sotto il ‘bitume’ dell’acrilico […] il fuoco dimesso del colore.

                                                                                                                                                                                   L. M. Barbero


VV8artecontemporanea presenta “Rodolfo Aricò, pittura come procedimento attivo”, una retrospettiva sugli anni Novanta dell’artista milanese. L’esposizione, aperta da sabato 5 giugno 2021, continua la proposta della galleria sulla produzione degli artisti italiani ed internazionali del secondo Novecento, dopo le mostre dedicate a Piero Dorazio, Arturo Bonfanti, Anton Zoran Music e Gèrard Schneider.


Verranno esposte quattordici opere su carta di medio formato e quattro tele realizzate da Aricò nel periodo ascrivibile ai primi anni Novanta, che compendia e rilancia una ricerca pittorica ed oggettuale elaborata a partire dal finire dagli anni Sessanta e mai definitivamente conclusasi in uno schema precostituito.

Sin dagli inizi Aricò vive il contesto di una Milano in ricostruzione, una città in cambiamento, legata però ad un passato importante da portare nella memoria; ed è proprio in simile contesto che la sua pittura si delinea come una reazione anti-rivoluzionaria alle opere degli esponenti dell’arte povera e del minimalismo. La ricerca del pittore affonda le proprie radici nella storia dell’arte classica e del Rinascimento italiano, cercando di delinearne lo sviluppo compositivo, in un certo senso la progettualità, rimanendo sempre in un linguaggio fortemente contemporaneo, inserendosi nel pensiero culturale milanese del suo tempo.


La creazione […] non descrive immagini, ma fa affiorare il senso profondo e misterioso di ciò che appare, delle immagini dipinte con le parole o con i colori. In effetti è così che vedo le apparenze, ed è così che mi appaiono le superfici dei quadri, dei miei quadri e anche dei quadri dei grandi artisti di ogni tempo.”


Come scrive con grande onestà intellettuale, Aricò si muove sulle variazioni della pelle della pittura: una pelle che porta i segni di una storia vissuta.


“In quale altro modo potrei vedere la superficie […] se non come l’apparenza che cela il profondo.”

Indagando il profondo, il pittore innesca un procedimento attivo della memoria, che risale i vari strati e frammenti di materiali per arrivare ad intuire, e talvolta a cogliere, l’evento fondativo della produzione artistica.


Scrive di lui il critico Luca Massimo Barbero “Il colore varia e vira verso la frammentarietà e l’irregolarità di stesure eterogenee quasi a voler delineare con maggior forza lo spazio dell’agire umano.” Le opere di Aricò mantengono una tensione tra finito e non finito, all’interno di una riflessione storica sul fare pittura che cerca di tenere insieme passato e presente, reinterpretando il concetto di classico senza però entrare nel minimalismo formale. Il pittore gratta gli strati del dipinto per cogliere l’essenziale poetico, il genio creativo dell’arte, caratterizzato da quella raffinata freschezza immaginativa che ritroviamo nei bozzetti, negli studi preparatori, nei modelli architettonici: segni e strutture effimere, a volte appena abbozzate, il cui ricordo e rielaborazione generano l’opera finale.


L’opera degli anni Novanta di Aricò si carica profondamente del vissuto umano e culturale dell’artista, che sulla superficie pittorica stratifica colori, emozioni, processi compositivi, dando vita a campi visivi, fughe prospettiche che, oltre l’evidenza dei colori patinati, gessosi, riflettono e riportano in vita quello che resta di una esperienza estetica.


La mostra “Rodolfo Aricò, pittura come procedimento attivo” sarà visitabile dal 5 giugno al 4 settembre, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.30- 19.30, oppure su appuntamento.


1930-Rodolfo Aricò nasce il 3 giugno a Milano.

1946-1950 frequenta il liceo artistico di Brera, dove ha per maestro Guido Ballo.

1955- si laurea presso la facoltà d’architettura del Politecnico di Milano.

1959- prima mostra personale presso il Salone Annunciata di Milano, curata da Carlo Grossetti.

1962 partecipa alla mostra Nuove prospettive della pittura italiana a Palazzo Re Enzo a Bologna.

1964- partecipa alla XXXII Biennale di Venezia.

1965- Roberto Sanesi dedica al pittore Reperti: uno studio sulla pittura di Rodolfo Aricò. Partecipa alla IX Quadriennale di Roma. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna acquisisce la sua opera Work in progress. Le “simultanee forme “ di Delaunay.

1967- esposizione personale alla galleria L’Attico di Roma, con un testo critico di Giulio Carlo Argan.

1968- espone in una sala personale alla XXXIV Biennale di Venezia. Al Liceo Artistico di Brera diviene assistente ed amico di Toti Scialoja.

1969- mostra personale presso la Deson-Zaks Gallery di Chicago.

1970- due mostre personali presso il Salone Annunciata e lo Studio Marconi di Milano.

1971- viene invitato alla mostra curata da Gillo Dorfles Hommage a Joàn Mirò, a Ciutat de Granolles (Barcellona).

1978- gli viene assegnata la cattedra di Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera.

1984- personale al padiglione d’arte contemporanea di Milano.

1985- partecipa alla XLII Biennale di Venezia.

1994- esposizione alla Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia.

1997- presenta Sere presso la Galleria A arte Studio Invernizzi di Milano.

2001- personale alla Galleria Spazio Annunciata di Milano.

2002- Rodolfo Aricò si spegne a Milano il 22 giugno.


SCHEDA TECNICA:

Rodolfo Aricò, “Pittura come procedimento attivo”

In collaborazione con Lorenzelli Arte Milano

Comunicato stampa: Bernardo Marconi

Periodo: dal 5 giugno al 4 settembre 2021

Orari: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.30, oppure su appuntamento